RONDA e CÁDIZ

Il nostro giro prevede ora di andare a Ronda, e poi, passando ancora una volta attraverso parte della Sierra Nevada, arrivare fino a Jerez de la Frontera e terminare, nella serata, a Cadice, dove cerchiamo da giorni un posto per dormire. Purtroppo, però, in quella città c'è una importante manifestazione nazionale e non si riesce a trovare un buco, e siamo così costretti a pernottare a Jerez, patria dello sherry ma turisticamente poco interessante. Dista comunque mezz'ora circa da Cadice e si trova sul nostro itinerario, e quindi la cosa non ci sconvolge più di tanto. Problemi maggiori nascono invece per la nostra sistemazione al mare, dato che non si riesce a trovare nessun posto disponibile nonostante mille telefonate agli alberghi della zona. Il Giuva allora se ne viene fuori con un'ottima pensata, che mettiamo subito in pratica: andiamo prima a Nerja, ritornando sui nostri passi (si trova infatti in direzione opposta rispetto a Ronda), e, una volta là, passiamo di pensione in pensione fino a trovarne, guarda caso, una che si trova sulla nostra guida e che era teoricamente tutta piena. In realtà ci sono tre stanze libere, e così ne prendiamo una che cerchiamo di fermare a partire dal giorno dopo e per tre giorni di fila. Sembra una cosa di normale routine, ed invece la proprietaria è disposta a prenotarci la stanza solo a partire dal giorno in cui siamo già presenti, perché non si fida. Paghiamo quindi due giornate in più anticipatamente (una per il giorno in cui in realtà staremo a Jerez, ed una perché arriveremo a Nerja la sera tardi), e andiamo via, a tutto sprint, verso Ronda. Abbiamo circa due ore di ritardo sulla tabella di marcia, ma ce la prendiamo lo stesso abbastanza comoda nel vedere questo paesino davvero caratteristico e molto interessante. Lo spettacolo principale è dato dal ponte, alto 90 metri, che unisce le due parti della città altrimenti divise da un profondo burrone; da non perdere la parte del centro della città e la casa del rey moro, con la sua scalinata nella roccia fino al fiume che scorre alla base del burrone stesso.
Ripartiamo dopo un pasto consumato alle cinque del pomeriggio, e, passando per paesini incantevoli (Grazalema, El Bosque, Arcos de la Frontera) ed un panorama stupendo, giungiamo prima al circuito di Formula1 di Jerez de la Frontera, e poi alla città. All'albergo troviamo due anziani davvero gentili che addirittura mi portano la valigia fin dentro la stanza: altro che Hostal Rosa! Qui paghiamo di meno ed il servizio è cento volte meglio, ed è forse il posto dove meglio dormiamo.
Il mattino successivo, dopo altri 600 km condotti dal Giuva per stradine di montagna e strade di importanza secondaria, mi vede ancora alla guida per la tranche finale di circa la stessa entità: siamo a Cadice, a fare un giro delle mura e a vedere la cattedrale con l'immensa cupola giallo oro di 60 metri di altezza. Purtroppo, c'è foschia, ed è anche un po' nuvoloso, per cui il bello di questa imponente chiesa viene meno; facciamo anche un giro all'interno della città, e l'abbandoniamo in mezzo ad un traffico caotico di prima mattina (cioè le 11) per dirigerci alla volta di Gibilterra.