18 agosto: un altro cameriere strano
Anche oggi la giornata procede normalmente, con sole, mare, relax. Alla sera,
andiamo a mangiare nel solito ed unico ristorante di tutto il campeggio, mentre
il piano bar suona a tutto volume, come sempre del resto. Cerchiamo di metterci
in posizione molto arretrata, e finiamo nella zona di controllo di un cameriere
molto giovane ed anche molto inesperto.
Tarda moltissimo a venirci a chiedere la lista dei menu, e così, pronti
via, quattro francesi, che si erano già seduti al tavolo, abbandonano
subito il gioco e se ne vanno; la Jenny recupera il menu autonomamente e riusciamo
a farci dare da bere: questa volta provo la Pan, una birra tutto sommato gradevole.
Con calma, e come se fossimo a scuola, il nostro giovane cameriere parte con
la distribuzione dei sottopiatti, tutta contemporaneamente e solo dopo che tutti
i tavoli sono stati occupati dalle persone; mi sembra di assistere alla preparazione
di un compito in classe!
Ordiniamo del pesce, che arriva circa un'ora dopo, e ci sono molti svarioni:
la Jenny chiede del riso e le vengono portate le patatine fritte; la pelle del
mio pesciazzo è mezza bruciata e non ne vuol sapere di togliersi. Sostituiscono
le patatine, e quando torna il ragazzo io me la tiro un po': mi dimostro molto
scontento per la cena e per il servizio, faccio notare come il pesce sia "overcooked"
(ed il ragazzo mi corregge: "fried, not cooked"!), e chiedo ed ottengo
una compensazione monetaria: un bel piattazzo di palačinke al cioccolato gratis.
Almeno quello! Insomma, al ristorante, come potete vedere, c'è sempre
da divertirsi!
Le nostre vacanze al mare giungono al termine. Decidiamo di concludere le ferie
andando a vedere un luogo davvero meraviglioso, un miracolo della natura in
continua mutazione, conosciuto ed apprezzato fin dai tempi dei Traci: è
la località di Plitvička jezera (laghi di Plitvice), da noi conosciuta
come Plitvice, anche se in realtà quest'ultima si trova qualche chilometro
più in là ed è un paesino assolutamente anonimo.
Il nostro maggiore problema è arrivare a destinazione: dobbiamo raggiungere
quasi il confine bosniaco, e gli autobus per i laghi si trovano esclusivamente
sulla tratta Zara-Zagabria.
Non è stato assolutamente facile riuscire a recuperare gli orari di tale
tratta, né di quelli, questa volta reali, della linea imuni-Pag.
Oltre a ciò, bisognava assicurarsi di trovare veramente una stanza a
Plitvice: è un luogo di collina, e la probabilità di pioggia è
davvero molto più elevata; inoltre, il campeggio di Korana si trova a
circa 6,5km dall'ingresso, ed è una distanza non percorribile a piedi.
Per fortuna, la zona è molto turistica, e non è difficile mettersi
in contatto con la loro APT. In poco tempo riusciamo a prenotare una doppia,
per 110 kune a testa (13 euro circa), presso dei privati, e vengo subito riconosciuto
dall'operatrice telefonica come il signor Bakar. Chiarisco di essere tutt'altra
persona, e la cosa fila liscia; l'unica condizione è quella di presentarsi
all'agenzia entro le ore 16.
Questo dettaglio complica non poco i nostri piani: gli autobus per Pag sono
o alle 6 del mattino, o alle 12, e questo vuol dire che ci aspetta una levataccia:
la sveglia viene infatti puntata alle 4.
La sera riparte il tentativo di conquista tra "Ragazzo" e "Ragazza"
(ricordate lo schemino?): si inizia chiedendo un sandwich, poi la conversazione
prosegue tra risatine di lei e risatine di lui, fino a quando i miei occhi si
chiudono nonostante l'afa terribile ed inusuale: sarà riuscito l'abbordo?
Non lo sapremo mai.