La mattina, dopo un sonno ristoratore, ci svegliamo alle 7. I laghi sono molto
belli quando ci sono pochi turisti, e veniamo avvisati dal signor Jure che verso
le 9 arriva la massa.
Siamo pronti per avventurarci nel nuovo percorso e, con estrema gentilezza,
addirittura il nostro ci accompagna fin quasi all'entrata! La strada è
semplice e senza auto, meglio di così
Bisogna solo stare attenti su un punto: si attraversa la statale in curva e
poi si entra in un sentiero che a suo tempo faceva ancora parte del comprensorio
dei laghi (dall'alto si vedono le passerelle di legno installate dalla direzione)
ma che adesso non è più di interesse turistico a causa di una
deviazione del flusso delle acque. Notate che questo sentiero porta oltre l'ingresso
ufficiale e la biglietteria, per cui ci ritroviamo ad essere nel parco vero
e proprio senza neppure aver dovuto esibire nulla!
I laghi sono eccezionali, ed i 18 km di passerelle costruite accanto, sopra,
ed in mezzo ai laghi stessi (talora giganteschi, come il Kozjak, da richiedere
un battello elettrico per l'attraversamento, talora minuscoli, quasi delle enormi
pozzanghere) danno una visione molto speciale di tutte le cascate d'acqua che,
con giochi di natura sorprendenti, li collegano tra di loro. Quest'acqua è
particolare, perché contiene il travertino, o tufo, che si deposita sul
fondo e su tutto quello che trova (alberi caduti, modifiche geologiche eccetera)
e crea nuove cascate o ruscelli, rendendo il tutto continuamente mutevole.
Dato che si tratta di una riserva curata al massimo, la purezza delle acque,
la fauna ittica e la flora sono eccezionalmente preservate e si entra in un
mondo di favola, dove il tempo sembra fermarsi nonostante le gambe macinino
centinaia e centinaia di metri.
Superata la "Veliki slap" (cascata grande), di quasi cento metri di
salto, ed i laghi Kaluđerovac, Gavanovac, e Milanovac arriviamo al Kozjak.
Lì troviamo un'enorme buffet ristoro, che teniamo buono per il ritorno,
e ci inoltriamo in un sentiero che sembrerebbe costeggiare il lago e che però
è segnato "in costruzione" nella mappa. Il guardiaboschi ci
dice che non ci sono problemi, e così evitiamo la folla in attesa dell'imbarcazione
per tuffarci in altre due ore di sentieri quasi del tutto deserti. Mentre passiamo,
libellule e farfalle si muovono in volo, e tutto è magico.
Finiti i cosiddetti "laghi inferiori", si passa a quelli "superiori",
più grandi e ricchi di cascate altamente spettacolari: superiamo così,
tra gli altri, i laghi Burgeti, Gradinsko, Galovac, Malo, Vir, Batinovac, Veliko,
Okrugljak ed arriviamo alla fine del percorso, proprio di fronte al lago che
dà origine a tutte le cascate, il Proćansko jezero. C'è
un ristorantino, bruttino, ed anche un noleggio di mountain bike! La cosa è
davvero molto interessante, e già facciamo piani per il giorno successivo.
Scatto quasi un rullino di fotografie, e poi, con il trenino, arriviamo sino
al lago Kozjak per mangiare del pollo, combattere con le vespe, e concludere
il lauto pasto con un ottimo strudel al gusto di ciliegia e papavero, fatto
da alcune signore del luogo.
È ora di tornare a casa, prima che diventi troppo buio, ma quando arriviamo
al sentiero, non capiamo più in quale punto bisogna attraversare la strada
statale. Ogni zona sembra quella giusta alla fine siamo costretti a fare
un piccolo pezzo di strada a piedi, per poi infilarci in qualche altro sentiero
e chiedere alle varie padrone delle case 8, 5, 4, quale sia la direzione giusta.
Jure ci vede arrivare, ed è vogliosissimo di fare due chiacchiere. Vorrebbe
che ci sedessimo subito con lui, ma siamo stanchi morti. Lasciamo le borse nella
nostra stanza, e pochissimo tempo dopo ci bussa alla porta, invitandoci ad assaggiare
delle ottime prugne. Gli raccontiamo un po' quello che abbiamo visitato, e lo
facciamo contento, anche perché se lo merita, visto che è simpatico
e ci offre pure della Fanta durante la chiacchierata. Ci inviterebbe anche a
cena, ma lo strudel ci ha saziati, e così, dopo un po', ce ne andiamo
a dormire.