11 agosto: piccolo corso di croato e riposo

Passiamo il lunedì in completo relax, in spiaggia, cercando un posto in mezzo alla folla, circondati da nudisti e persone di varia razza, genere ed età: una tranquilla giornata di sole e mare, finalmente, era quello che ci voleva! Non è molto facile sistemare l'ombrellone, visto che c'è moltissima folla e la spiaggia è sassosa, ma anche questa operazione riesce. Facciamo solo i conti con il prezzo delle pesche (breskva), che è di circa €3 al kilo, e mi imparo un po' di parole utili (panificio, qualche numero, e la via in cui ci troviamo: Maria Brusiča, un altro dei leit motiv della vacanza).
Beh, a dire il vero, anche la mattina non passa del tutto inosservata: scopriamo che i croati non fanno mai colazione secondo il costume italiano, per cui in tutti i luoghi dove puoi ordinare il tè, non c'è nulla da mangiare, neppure una briochina; e dove invece vendono brioches, pizzette, dolci, strudel ed ogni ben di Dio, assolutamente non hanno alcuna bevanda!
Impariamo subito alcune parole fondamentali (eh già, "tè" è una parola sconosciuta) quali "ledeni čaj" 1 (tè freddo) e "topli čaj" (tè caldo), e ci compriamo le merendine al market per poi consumarle al bar ed integrare quell'acqua vagamente colorata che dovrebbe teoricamente essere tè.

Quanta gente!

 


1 Alcune considerazioni sulla pronuncia del croato. Le lettere si leggono come in italiano, con le seguenti eccezioni:
  • c (z di pazzo);
  • č e ć (c come ciliegia);
  • đ (g di giallo);
  • š (sc di scena);
  • ž (j francese di jour);
  • h (aspirata, come la c toscana);
  • z (s di casa)

    L’accento tonico è quasi sempre sulla prima o sulla seconda sillaba: “lédeni c’ài, tòpli c’ài”.