Martedì iniziano le nostre escursioni: andiamo a vedere un'altra spiaggia
a poca distanza da noi. Si tratta di Baka, a sud di Krk, punto di imbarco
per l'isola di Rab. Il paesino è davvero carino, con le sue viuzze attraverso
case bianche, e la spiaggia è, ancora una volta, superaffollata. Troviamo
comunque un posticino, ed il mare è davvero bello, mentre il panorama
della costa croata brulla e verde allo stesso tempo fa da cornice stupenda ad
un pomeriggio davvero particolare.
Ne approfitto anche per le mie prime escursioni in lingua croata, riuscendo
a comprare delle pesche, a chiedere se volevano est kuna (sei kune), ed
a comprare del pane dal pekar (panettiere) e della voda (acqua): trovo davvero
divertente poter dire qualcosa nella lingua locale!
Baka è anche importatnte perché a Jurandvor, nelle immediate
vicinanze, venne ritrovata una importante pietra (baćanska ploča)
con iscrizioni in glagolitico, la primissima forma di lingua croata risalente
al 1100. Dopo una passeggiata tra i campi di un paio di chilometri si trova
la chiesetta di Santa Lucija, all'interno della quale il prete Petar Dorčić
scoprì questa pietra. La scrittura era così erosa dal tempo e
di così difficile interpretazione, che ci vollero più di 100 anni
per tradurre le tredici righe sopra incise. L'originale adesso si trova nel
museo di Zagabria, ed è una copia quella presente vicino all'altare.
Il ragazzino che gestisce le visite, e che ci mostra anche una videocassetta
in inglese sul tema, si prodiga nel rispondere a tutte le nostre domande, e,
ad un certo punto, mentre noi stiamo osservando i simboli a volte simili al
russo, come la Э, sentiamo abbaiare; ci giriamo di scatto, ed è
la nostra guida che, guardando una vetrata della chiesa, latra, guaisce e fa
strani versi come se fosse improvvisamente diventato un cane. A fatica manteniamo
la nostra serietà, e lo salutiamo un po' stupiti.
Al ritorno, succede una cosa divertente: dobbiamo pagare 26 kune al bigliettaio
dell'autobus che ci riporterà a Punat, ma io ho o 20 kune o 100, e il
bigliettaio non ha resto: e così, come si risolve la cosa? Semplice,
il biglietto improvvisamente costa 20 kune e via, il gioco è fatto! Basta
emettere un solo scontrino e prendersi in nero le 7 kune di avanzo
Arrivati in campeggio, vediamo un filo per la biancheria steso tra due alberi,
proprio vicino alla nostra tenda; era esattamente dove volevamo mettere il nostro,
di filo, appena comprato al mercato assieme alle batterie della torcia elettrica;
proprio in quel mentre, una signora, anche lei croata, si avvicina dicendo che
la sera prima aveva notato come avessimo messo i nostri panni per terra, e così,
in nostra assenza, aveva steso il filo per noi! Insomma, abbiamo dei vicini
di tenda davvero gentili e premurosi! Peccato però che siano solo una
minimissima percentuale rispetto ai loro connazionali, quasi sempre burberi
e poco rispettosi della privacy: la nostra tenda si trova, in linea d'aria,
sulla traiettoria dei bagni, e moltissima gente croata scavalca i nostri picchetti
e le corde pur di non fare un giro lievemente più lungo, arrivando persino
a scontrarsi fisicamente con la Jenny intenta ad infilarsi un paio di scarpe!
Nessun turista straniero ha mai lontanamente pensato di percorrere quella assurda
traiettoria, e persino il cane di un campeggiatore croato si è fermato
di fronte a noi (il campeggiatore, ovviamente, ha tirato dritto), aspettandolo.