INCONTRI "UMANI"
Più interessante forse è
la descrizione della gente che vive questa città. Gli inglesi sono
proprio strani! Li vedi vestiti giacca e cravatta che corrono come dei pazzi
per prendere la metro, e per poi ricomporsi dignitosamente una volta sedutisi;
li vedi mentre gettano a terra di tutto, mentre si soffiano il naso con le
dita.... una varietà di comportamenti anomali. Ho conosciuto un ragazzo,
Stewart, simpatico e gentile, ma alquanto razzista (per la serie: "Gli
inglesi sono i migliori"), ed una sera, a Vauxhall (che non mi dicono
sia proprio un posto da vip!), a casa sua, ci ha sommariamente insegnato la
strada del ritorno perché non aveva voglia di accompagnarci a casa:
alla fine, io e Pilar, una delle ragazze che viveva nell'appartamento con
Nuria, ci siamo persi e vi assicuro che in quella zona non è proprio
divertente! Abbiamo trovato un taxi, una compagnia gestita da neri a livello
di Al Capone (il "capo" si fumava un sigaro seduto dietro una vetrina
di plastica forata, circondato dai suoi scagnozzi), e quando il tassista (un
armadio!) ha iniziato a contestare il prezzo pattuito ed ha preteso una sterlina
in più, ci siamo ben guardati dal contestarlo, onde evitare defenestramento
immediato.... Comunque, la sera stessa mi ero preso una piccola rivincita
anticipata, dato che, mangiando un piatto tipico inglese, maiale al miele,
ho rovesciato mezzo miele sul letto di Stewart....
Con Pilar invece mi sono trovato bene. Siamo andati a Greenwich, posto davvero
carino e raggiungibile tramite un tunnel che passa sotto il Tamigi; siamo
andati a vedere le Docklands (l'antico porto inglese di quando commerciavano
il tè, anche luogo di nascita degli yuppies, "young urban professionals"),
ed a Cambridge. E' un posto davvero carino, con tutti i più famosi
college inglesi che si affacciano sul fiume Cam, attraversabile mediante molti
ponti (bridge, da cui il nome della città).
Mi è parso di capire che Londra non rappresenta l'Inghilterra. E' troppo
caotica, troppo grande! Al contrario, i sobborghi, come Highgate, o Greenwich,
o le cittadine quali Cambridge ti danno l'idea di una Inghilterra tranquilla,
rilassante, interessante. Ovviamente, Londra merita una visita (e difficilmente
in meno di 7 giorni si vede tutto), ma se vi volete rilassare, andate altrove!
Altra cosa tipica di questa città, come delle grandi metropoli, del
resto, è la vera e propria globalizzazione: c'è il mondo intero,
a Londra: giapponesi, indiani, ebrei, giamaicani, marocchini, spagnoli, italiani,
americani... di tutto.
I ragazzi giapponesi sono molto diversi dai lavoratori giapponesi: ridono,
sono allegri, sono tranquilli e rilassati; è una cosa che mi ha colpito
perché ho sempre avuto una idea molto più rigida di quel popolo;
mi sa però che appena vengono introdotti nel mondo del lavoro viene
fatto loro un lavaggio del cervello tale che si trasformano....
Ecco, in sintesi, il resoconto del mio viaggio. Al rientro, ho conosciuto,
nel treno Londra-Gatwick, una simpaticissima (e bellissima!) messicana, che
mi ha già invitato a casa sua per vedere Chihuahua, dove vive (e da
dove poi è stata esportata la razza famosa dei cani). Che sia il pretesto
per un nuovo viaggio?
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La mia amica Pilar
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