29.05: PARTENZA!
L'indomani mattina siamo a Malpensa. Poco prima di imbarcare
i bagagli, veniamo bloccati dalla Polizia che decide di ispezionare le nostre
valigie, scortandoci in un altro punto dell'aeroporto. Abbiamo poi la fortuita
coincidenza di trovare l'Adriana, una mia amica, anch'ella in partenza ma
con destinazione la Sardegna, che mi promette di portarmi del pecorino sardo
(cosa che farà: posso dirvi che è gustosissimo!).
L'Iberia è un po' putres, perché, nonostante si parta in piena
ora di pranzo e non si tratti di una linea low-cost, il menu è a pagamento.
Naturalmente non mangiamo nulla: María ci ha promesso un bel pranzetto
al nostro arrivo, e così siamo sicuri che lo gusteremo ancor di più!
Appena arrivati all'aeroporto, ci accorgiamo che Madrid non scherza! In dieci
minuti abbiamo già le nostre valigie e siamo sul binario della Metropolitana,
Linea 8, che parte al piano sottostante e che, dopo ulteriori due cambi, ci
conduce al quartiere Austriaco, fermata "La Latina". In tutto sono
passati 40 minuti, e siamo in pieno centro.
Arriviamo alla "nostra" casa, in calle Tabernillas, dove ci aspetta
un portone che si apre su un interno tutto sbragato a causa di lavori. Proseguiamo,
fino ad arrivare ai primi scalini, e là le cose si fanno sempre più
complicate: il corridoio diventa improvvisamente strettissimo; gli scalini,
ad ogni rampa, hanno un'altezza sempre variabile, e se a volte sembrano quasi
inesistenti, a volte sembrano delle vere pareti di roccia! Arriviamo, stanchissimi,
sino all'ultimo piano, in una mansarda, dove, ridendo, ci accoglie María
ed il suo convivente, Iván.
Iván è un tipo estremamente taciturno, e nei giorni in cui lo
abbiamo visto non siamo quasi riusciti a scambiare parola; sembra comunque
un tipo simpatico.
Ci spariamo subito una pietanza deliziosa preparata proprio da questo ragazzo,
a base di melanzane, e siamo pronti per sistemare le nostre cose e capire
che le nostre notti non saranno proprio le più comode della nostra
vita: ci viene infatti subito in mente la Patty e la sistemazione a casa sua
in quella torrida estate del 2001.
In buona sostanza, nella mini-sala c'è una poltrona che diventa un
ottimo e comodo letto, ma il secondo ospite si deve adattare sul divano, che,
ahimè, è solo a due posti, oltre che molto stretto. Decidiamo
allora che ci alterneremo, scambiandoci i giacigli ogni notte.
La casa è molto carina, anche se vivere in due in 41mq non è
facile; se poi consideriamo il fatto che in una mansarda il soffitto è
spiovente... non vi dico quante craniate ho tirato in bagno, e come dovevo
stare a rischio di colpo della strega per farmi la barba!
Alla sera, siamo tutti vogliosi di una bella uscita; là dove vive María,
basta scendere in strada e ci si trova subito in mezzo a locali, pub, e chi
più ne ha più ne metta. Facciamo un lungo ed interessante giro
turistico per la città, passando vicino ai monumenti più importanti,
e dopo aver camminato per un'ora buona, ci fermiamo a prendere delle tapas.
Ci raggiunge una ragazza italiana, Annalisa, che è di Cantù
ma quando parla spagnolo sembra una iberica al 100%! Siamo molto contenti,
perché l'idea di passare del tempo con dei tipici italiani in Spagna
ci stava già terrorizzando... La prima serata finisce così in
piacevole compagnia ballando tutti quanti sino alle 5 del mattino nelle varie
discoteche della città.
Il giorno dopo è domenica, e poiché siamo davvero molto stanchi,
la dedichiamo ad una sana, lunga, riposante dormita. Ci svegliamo infatti
verso le 14.30, a Formula1 già iniziata. Come al solito, vince Schumacher,
così noi ci riaccoccoliamo sul letto e sul divano e via... altra dormita
fino alle 19.30, poi cenetta e giro per la città sino all'una, in quanto
l'indomani inizia il tour culturale.