31.05: VISITA ALLA CITTÀ

Lunedì María è a casa, e così ci alziamo assieme, andiamo a farci una mitica colazione con chocolate con churros al bar a fianco, e poi ci dividiamo: lei deve andare a comprarsi un costume da bagno, noi invece iniziamo a scattare le foto ai quartieri visti il giorno precedente. Ecco che passiamo per Plaza del Sol, per la Plaza Mayor con l'edificio della Panadería, riccamente decorato; poi viene la bella Gran Vía, arteria della città su cui si affacciano edifici molto interessanti; segue Plaza de España, con il monumento a Miguel de Cervantes Saavedra, Sancho Panza e Don Quijote (Don Chisciotte); da lì, il passo è breve e ci conduce al Palazzo Reale, alla chiesa della Almudena (dove si era appena sposato il principe Felipe), ai giardini reali ed a quelli di "Sabatini", dove finalmente ci riposiamo. Fa un caldo cocente, ma i 34 gradi secchi non sono confrontabili con l'umidità di Milano; la leggera brezza che spira sempre (Madrid, con i suoi 660 metri, è la capitale più alta d'Europa) non rende la città afosa come Milano; il verde, gli uccellini che cinguettano, le fontane, i mezzi pubblici efficienti, numerosi, precisi non la rendono neppure paragonabile a Milano.
Ci riposiamo un po', e poi riprendiamo il nostro percorso andando fino al tempio Debod, una costruzione voluta dal faraone Meroe Azakheramon per commemorare gli aiuti prestati dal governo spagnolo nel salvataggio dei monumenti della Nubia. Niente di speciale, ma la collinetta ricca di alberi ci ripara dal sole e si può vedere una parte di Madrid dall'alto.
Andiamo a mangiare un panino in rapidità e poi via, all'appuntamento con María! Destinazione, dunque, Parque del Retiro.
Questo parco era di proprietà dei Reali, e veniva da loro usato, fino al 1700, quando si ritiravano in vacanza durante la Settimana Santa ed in periodi di lutto. Quando cambiarono la sede in quella attuale, la Zarzuela, regalarono i 143 ettari di loro proprietà al comune, che la trasformò in parco pubblico.
È davvero bellissimo camminare in questo labirinto di fiori, laghetti, alberi, serre di cristallo, cascatelle, fontane di mille tipi (ce n'è anche una dedicata al diavolo, l'unica al mondo), dove non si sente nessun rumore d'auto ma solo i suoni della natura: eppure ci troviamo in pieno centro città!
Si fa sera, rientriamo nel quartiere austriaco e mangiamo delle raciones (tapas di misura maggiore) assieme ad Annalisa e ad una amica spagnola comune, che avevo conosciuto in Finlandia. Il jamón serrano (tipico prosciutto crudo spagnolo) è sempre buonissimo, così come non scherza neppure il queso de cabra (formaggio di capra)!

Un particolare
dell'edificio della Panadería
Gran Vía
Plaza de España Il monumento a Don Quijote e Sancho Panza in Plaza de España
Palazzo Reale Chiesa dell'Almudena
Giardini "Sabatini" Tempio Debod
Parque del Retiro Parque del Retiro: laghetto
Parque del Retiro: cascatella