03.06: IL PALAZZO REALE E LA MEGAFESTA NOTTURNA

L'indomani mattina ci spariamo l'ultimo chocolate con churros assieme, salutiamo María ed andiamo a vedere il Museo Reale. Le varie sale di Carlo III e della regina Maria Cristina sono davvero molto belle, così come la sala della Farmacia, che raccoglie centinaia e centinaia di contenitori di sostanze chimiche, erbe, liquidi, ognuno con la sua brava scritta in latino. Notevole anche l'armeria reale, che racchiude moltissime armature usate da Carlo V.
Ci resta ancora un po' di tempo, ed andiamo a fare le foto delle ultime cose che ci mancano: la chiesa di San Millán e la stupenda Plaza del Ayuntamiento, con la statua dell'ammiraglio Álvaro de Bazán e la Casa de los Cisneros sul fondo.
È sera, si avvicina il week-end. Non ci vogliamo mica perdere la meravigliosa fauna e flora spagnola che balla, vero?
Annalisa dovrebbe organizzare il tutto, ma in realtà ha per le mani solo la proposta di Aluche. Troppo lontano per noi, e poi non ci va di trangugiare birra e basta. È però bravissima nel consigliarci un'alternativa, proponendoci il Palacio de Gaviria, dove si svolge una festa Erasmus.
Usciamo per prendere qualcosa da mangiare e ci ritroviamo in una delle vie principali, dove si sta esibendo un gruppo di peruviani; sicuramente non sono autorizzati dal comune a suonare là, e la polizia non perde tempo a fermarli, far loro staccare tutti gli strumenti e mandarli via. Poco più in là, proprio di fronte al ristorantino dove decidiamo di fermarci, ci sono delle cinesi che propongono dei massaggi ai vari passanti; sul più bello, interviene di nuovo la polizia, e parte un fuggi fuggi generale molto divertente: gente che scappa con la sedia in mano giocando a rimpiattino con le forze dell'ordine; gente che scivola per la strada dando una sonora culata sul selciato; gente che cerca comunque di intrattenere il cliente scontento per aver pagato inutilmente, dicendogli "torno subito!", salvo poi scappare via, tornare due minuti dopo, ridire la frase di rito a chi ancora l'aspetta con il portafogli aperto in mano, e riscappare nuovamente! Uno spettacolino che ci ha intrattenuti per un bel po'.
Alle 23 siamo di fronte alla discoteca, ed entriamo con 9 euro, bibita inclusa (9 euro, non i 25 di Milano!). La scena che si presenta ai nostri occhi è qualcosa di strabiliante: ovunque io mi giri, vedo gnocca di tutti i Paesi; la musica è pop spagnola (comprese le canzoni mitiche ascoltate in Andalusia), oppure salsa e merengue, o ancora rap/house o commerciale, visto che si tratta di quattro sale diverse che possono essere girate in continuazione. I miei occhi si ubriacano da quanto c'è da vedere, e ad un certo punto una stupenda californiana vede il Giuva, molla tutti, si avvicina ed inizia a ballare con lui! A me è toccata la sua amica, anche lei messa strabene: abbiamo passato momenti davvero ero(t)ici.
Verso le 5 del mattino, decidiamo di rientrare perché oramai il rapporto uomini/donne è di 9 a 1, e dobbiamo suonare all'hotel affinché ci aprano! Sfatti ma molto felici, ci buttiamo a letto, solo per poche ore.

La Plaza del Ayuntamiento con l'ammiraglio e la Casa de los Cisneros sullo sfondo