Partenza!
Venerdì 28 luglio arriva Giovanni da Bologna, dato che
l'aereo partirà da Milano Malpensa il lunedì 30 ed abbiamo un
appuntamento con le nostre tre amiche spagnole per salutarci il sabato 29.
Arriva sabato, ci mettiamo d'accordo per trovarci vicino ai Navigli con loro
alle 20, e quando arriviamo rimaniamo là come due deficienti per circa
un'ora e dieci minuti prima di ricevere una telefonata e sapere che le nostre
care amiche sono appena arrivate a Milano, che andranno in hotel, e che ci
raggiungeranno verso le 22. Così, presi da rabbia, parte l'offensiva
e facciamo loro un pacco gigantesco: andiamo a mangiare per i fatti nostri
e non ci facciamo trovare sul luogo dell'appuntamento (al quale, comunque,
arriveranno alle 22.40, con un totale di 2h40m di ritardo sul previsto).
Il giorno dopo rispondo finalmente alle loro telefonate e rimaniamo un'ora
buona a parlare. Scopro che la causa di tanto ritardo è il fatto che
dovevano cambiare un paio di scarpe e che non avevano avuto neppure il tempo
di mandarmi un messaggio sul cellulare per avvertirmi che non sarebbero riuscite
a raggiungerci all'ora stabilita, neppure dopo aver perso il treno. Ho preferito
calare un velo pietoso su tutta la faccenda e chiudere del tutto i contatti.
Passato il "tranquillo" fine settimana, alle 5 del mattino di lunedì
ci prepariamo per la partenza; il volo della British Airways, con rotta Milano-Londra-Cancún,
ci aspetta alle 8.15, ed al check-in c'è un sacco di gente che vuole
partire. Facciamo una fila di 30 minuti prima di avere il nostro boarding
pass, un rapido salto da Air France per farmi regalare quegli affari di plastica
da attaccare alla valigia con indirizzo, nome, e numero di telefono ("C'è
un porcaio di gente alla British, me lo può dare lei?", chiedo,
e questa mia frase colpisce Giuva, tant'è che sarà uno dei motti
della vacanza), e poi ce la prendiamo un pelo con troppa calma. Alla fine
facciamo quasi una corsa per non perdere il volo, ci infiliamo nel controllo
dei passaporti per i cittadini non UE per saltare un po' di gente, e via,
siamo sull'aereo, un 777 moderno con i televisorini stile Continental Airlines,
anche se il sistema di intrattenimento OMNIA offre solo i film e non i giochini
interattivi come quell'altro.
Ci sediamo in un posto sfortunato perché l'aria condizionata arriva
molto potente dalla bocchetta, e mettersi la copertina dell'aereo e chiedere
tre volte di alzare la temperatura non cambia le cose; sembra di stare al
Polo Nord, e così sarà per circa 8500 chilometri, ossia 11 ore
di volo.
Poco prima di atterrare, ci viene consegnato il solito foglietto di immigrazione,
facile facile da compilare ma che riesco persino a sbagliare (credo di essere
stato l'unico su tutto l'aereo), e così me ne devo far portare un altro.