Conclusione

Cosa dire di questa vacanza? Confrontarla con il Perù sarebbe un errore, anche se all'inizio in qualche modo lo avevamo fatto. La gente è molto più abituata al turista, ma il turista che va in Messico va quasi solo con viaggi organizzati, che costano relativamente poco anche se non ti fanno vedere molte città. Ecco che allora non ci sono molte agenzie di viaggio, non c'è la corsa all'affare, non c'è la novità dell'italiano in terra straniera. Molte volte siamo dovuti andare a prenderci le informazioni, quando in Perù queste arrivavano abbondanti e senza fatica.
La gente si comporta in maniera diversa, è indifferente, o meglio, diffidente di chi non conosce. Dice una cosa, e non la fa, parla poco, si chiude di fronte allo straniero. Però, una volta entrato in confidenza, si ottiene molto: casa, amicizia, generosità. Le persone che abbiamo conosciuto, soprattutto Yaramy ed Olivia, ci hanno dato piena fiducia; gente come la Liliana o la Martha, ci hanno snobbati; la Patty si è convertita lungo il cammino. Il Messico offre al turista molte più cose da vedere del Perù, ma è più caro e più inflazionato. Questo viaggio è anche servito a farci pensare: siamo abituati a dare molte cose per scontato, a credere che la gente si comporti in un certo modo perché così abbiamo sempre visto. Invece, mettere dei dubbi su ciò che si ritiene ovvio, dare valore a ciò che si ha e che non si considera perché banale o scontato è stato qualcosa che abbiamo dovuto fare in Messico. Da questo punto di vista, è stata anche una interessante esperienza di vita e di norme comportamentali, è stato un proficuo confronto di culture, di esperienze, di modus vivendi, come non sempre accade incontrando un Paese diverso dal nostro.
Io comunque dico solo una cosa: vale la pena andare!