La mattina viene dedicata alla consegna della vettura. Vado quindi al centro commerciale Costa Azahar, dove lascio la vettura e consegno le chiavi all’impiegata della pompa della benzina, come da accordi, dato che alla domenica Europcar è chiusa. Chiamo poi un taxi e con 15 euro me ne ritorno a Peñíscola, dove finalmente posso iniziare a rilassarmi.
La casa è efficiente ed ammobiliata di fresco: la cucina è molto grande (anche troppo), attrezzata di pentolame vario; la sala è spaziosa, con TV ed aria condizionata; la camera ospita un letto matrimoniale, un armadio a muro e c’è ancora spazio per due sedie ed il lettino da campeggio. La finestra è dal lato meno trafficato della via, dove non passa nessuno, e questo ci consente di poter tenere tutto aperto senza essere assordati dal rumore del traffico e dei motorini soprattutto.
Non starò a descrivere ogni singola giornata, dato che, più o meno, procedevamo secondo una routine, quanto piuttosto una giornata tipo.
Cristina, un anno e mezzo, ama svegliarsi attorno alle 8, e quindi l’allegra famigliola è pronta a scattare abbastanza presto. Colazione, crema, ed alle 9 siamo già in strada con giochi e passeggino; lungo il marciapiede attraversiamo un’edicola e ci facciamo un’idea delle notizie nazionali ed internazionali, e dopo 60 metri arriviamo alla rotonda che ci separa dalle spiagge. Davanti a noi, il bagno di un albergo ci offre tumbona y sombrilla (sdraio ed ombrellone) a €7 al giorno (non esattamente gli stessi prezzi italiani, vero?), e ci si para innanzi una lunghissima spiaggia di vari chilometri, tenuta benissimo. Oltre, il mare, della giusta temperatura ed assai limpido (si vede il fondale sabbioso). Il tutto è incorniciato dal castello di Papa Luna, che si erge su un promontorio a poche centinaia di metri da noi.
Verso le 11 ritorniamo in casa, in modo da evitare le ore più calde alla nostra bimba, e ne approfittiamo per fare la spesa in uno dei negozi là vicino. Doccia, qualche gioco, cuciniamo, ed il tempo vola. Cristina è pronta per le estenuanti letture quotidiane ("Peter Pan e l'isola che non c'è" viene letto almeno dieci volte di fila per tre volte al giorno!), poi viene il riposino quotidiano, che a volte è alle 14, a volte alle 15, e siamo di nuovo in strada attorno alle 17, proprio quando il solleone se n’è andato e possiamo goderci una spiaggia semivuota sino quasi al tramonto.
In spiaggia seguiamo dei turni militari: ogni 15 minuti uno dei due genitori si occupa della bimba, mentre l'altro stacca e si gode il sole, il mare, o ne approfitta per leggersi una rivista.
Non sempre incontriamo un tempo stupendo, anzi: il vento che si incanala lungo i pirenei aragonesi tende a spingere le perturbazioni verso il mare, passando proprio da Peñíscola; spesso il tempo è dunque molto mutevole, con acquazzoni che possono durare dieci minuti, per poi lasciar posto ad un sole caldo e ad un arcobaleno che incornicia il castello in modo fantastico; a volte invece, la nuvolosità non cede alla pioggia ma si accompagna a vento capace di sollevare la sabbia in maniera fastidiosa. In quei casi, andiamo al parco giochi a far divertire Cristina sullo scivolo o sul dondolo.
La sera, ne approfittiamo per farci un giro per il paese moderno e quello arroccato attorno al castello, e soprattutto per mangiare dell’ottimo pesce, all’aperto, in un ristorantino davvero delizioso ed economico (e per questo, oltre una certa ora, affollatissimo, con code che si prolungano sin sulla strada). Poi, doverosi giochi al parco con Cristina prima di ritornare a casa. Quando invece vogliamo restare in casa, ci prendiamo la Paella oppure Fideuà (una paella a base di pasta, non riso, tipico della costa valenciana) e ce la portiamo a casa con tanto di padella da restituire il giorno dopo.
Una volta messa Cristina a dormire, verso le 22, parte la serata televisiva, dato che proprio in quelle settimane si stanno svolgendo i Mondiali di Atletica di Pechino e la TVE1 trasmette un ampio riassunto delle gare della giornata dalle 22 alle 24. La televisione ci offrirà, purtroppo, anche una cronaca in tempo reale dell’incidente aereo di Barajas, l’aeroporto di Madrid, dove un MD-82 della Spanair, il 20 agosto si schianta subito dopo il decollo, uccidendo 154 persone e ferendone gravemente 18.