IL RIENTRO
Arriva il giorno della partenza per Milano. La caviglia della Jenny è notevolmente migliorata, tanto che può camminare quasi normalmente, ma la fascia è ancora diligentemente al proprio posto. La macchina, recuperata il pomeriggio precedente con la stessa modalità precedente, ci attende parcheggiata a qualche centinaio di metri; l’agenzia, essendo domenica, è chiusa, ma come da accordi lasciamo le chiavi nella cassetta delle lettere e, sistemate le valigie, partiamo. È abbastanza presto, perché abbiamo l’aereo alle 13.20, così lungo l’autostrada AP-7 non troviamo nessuno; la radio ci intrattiene, in quanto RNE trasmette la diretta della finale di pallacanestro Spagna – USA, un evento che per gli Iberici non si realizzava dal 1984. La partita termina poco prima dell’arrivo, 118 a 107 per gli USA, infrangendo le speranze spagnole nonostante i 21 punti di Gasol.
Come al solito, arrivare all’aeroporto della Malpensa offre sempre spazio alla cronaca: se all’andata il passeggino ci veniva imbarcato e restituito in prossimità dell’aereo, al ritorno il passeggino deve per forza essere consegnato ai bagagli, per cui impieghiamo circa un’ora in più per attendere al nastro… che cosa? Niente, perché il nastro si ferma e del passeggino neppure l’ombra (naturalmente non vi dico com’è stato attendere un’ora con Cristina che voleva correre da tutte le parti, e che non potevo neppure far sedere!). Sconcertati, chiediamo lumi al personale che ci risponde quasi stupito del fatto che noi non sapessimo che in realtà il passeggino è considerato un bagaglio extra-size e pertanto va recuperato da tutt’altra parte! Alla fine, buttato là, in un angolo, assieme a chitarre, canoe, ed altri oggetti alla mercé di tutti, recuperiamo il nostro amato oggetto, vi depositiamo la Cristina e possiamo dirigerci all’autobus per Milano.