LO SCIOPERO E NAAMA

Arriviamo nel capoluogo lombardo verso le 19, e ci dirigiamo tranquilli verso l'APT che però, con nostra grande sorpresa, è già bello che chiuso. Proviamo qualche albergo con le pagine gialle, e con l'aiuto dell'elenco telefonico; poi, quando ormai non sappiamo più cosa fare, vediamo che dei ragazzi stranieri si avvicinano a dei fogli appesi ad una vetrina. Facciamo la stessa cosa, incuriositi, e vediamo una lista pressoché infinita di numeri di telefono di pensioni ad una, due, tre o più stelle. Improvvisamente confortati, prendiamo giù almeno 15 numeri di telefono, ma spendiamo 3.000 lire solo per sapere che è tutto pieno.
Un signore ci consiglia di recarci personalmente in queste pensioni, dato che, a sua detta, è "normale" che al telefono rispondano picche, e noi ubbidiamo anche perché non ci resta altro da fare. Uscendo dalla stazione, vediamo che una ragazza, con in mano una guida tipo Rough Guides o Let's Go, ci segue, forse convinta che noi sappiamo dove stiamo andando! Ad un incrocio la fermiamo e le chiediamo se magari la sua guida può aiutare noi, ribaltando così le parti. Veniamo a conoscenza quindi di Naama, una ragazza di Gerusalemme in arrivo da Roma ed in partenza, il giorno successivo, per Malpensa, dove avrebbe ritrovato il proprio gruppo che si stava facendo il giro di tutte le chiese d'Italia (per Mauro: proprio la tua vacanza ideale!).
A questo punto, da due diventiamo tre, e se forse questo può a prima vista sembrare un impedimento, in realtà si rivela un vantaggio: con grandissima faccia tosta, chiedo a Naama se è disposta a prendere una tripla(!) con due perfetti sconosciuti, al fine di risparmiare denaro (ci chiedevano infatti 80.000 lire a testa per una doppia), e lei, quasi immediatamente, accetta. Troviamo così un posto a lire 50.000 e ci sistemiamo.
Dopo una cenetta a base di riso alla milanese (che l'israeliana non conosce), cerchiamo per mezz'ora una gelateria, ma questa Milano da bere alle 22.00 ha già chiuso i battenti e quindi non se ne fa nulla. Ci mettiamo a chiacchierare un po' su Israele, un po' sul Perù, dato che Naama ha visto quasi tutto il mondo e ci sa dare delle dritte su Lima e Pisco, nostre future mete.
La mattina dopo, verso le 7, ci svegliamo, ci alziamo, e ci salutiamo, dopo esserci naturalmente scambiati gli indirizzi di rito ed aver scattato una foto di gruppo. Le nostre strade si dividono, perché per noi è ancora troppo presto per andare a Malpensa.
Io e Giovanni, così, ne approfittiamo per una (scarsa) colazione, e ci dirigiamo alla stazione dei treni per prendere la corriera per Malpensa.