NAZCA -- AREQUIPA

Al ritorno, altra capatina dalle nostre amiche del Los Angeles, saluti vari e via, verso nuovi orizzonti! Alle 23 siamo di nuovo in corriera, ditta "Siva", con destinazione Arequipa (2300 mt slm). Questa volta prendiamo una linea turistica non-stop onde evitare che al risveglio non ci siano più le valigie, e quindi è un viaggio molto standard.
Arriviamo al mattino presto, un pelo sfatti per il viaggio, e ci dirigiamo, con un taxi dal parabrezza sfasciato e tenuto in piedi dall'adesivo "Taxi" ad altezza occhi, senza frecce ma col claxon, al nostro albergo, un tre stelle questa volta, "La casa de mi abuela" (la casa di mia nonna), bellissimo, con giardino ed uccellini che cantano mentre fai colazione. Capiamo di essere in mega ritardo con i tempi perché il treno che ci serve per andare a Puno parte solo in certi giorni e quindi saltano del tutto i nostri piani fino a quel momento seguiti alla perfezione. Dobbiamo fare uno stop forzato di due giorni in più e così, oltre a vedere Toro Muerto, rimettiamo in gioco l'abbandonata idea di vedere il Colca Canyon, il canyon più profondo del mondo con i suoi 3421 metri di strapiombo.
Partiamo allora per cercare un'agenzia, e ci troviamo con almeno 10 agenzie in fila. Contrattiamo come bestie, perdendo mezza mattinata, ma abbassiamo il prezzo da US$ 150 a US$ 55 (ah, dimenticavo: per mangiare, vivere, pagare gli alberghi si usa la moneta locale, il nuevo sol, che vale circa 600 lire; per i viaggi organizzati si paga in dollari americani). Prendiamo anche, un po' controvoglia, il biglietto per l'aereo Cuzco-Lima, che ci fa risparmiare molto tempo (il volo dura 1h, mentre in corriera ce ne vogliono 40), ma non ci sentiamo estremamente sicuri della scelta fatta.
Dato che abbiamo comprato un viaggio all'agenzia Yoel, abbiamo come premio una visita gratuita con guida alla città di Arequipa, e ne approfittiamo, divertendoci come matti perché Jessica è davvero simpatica.
La sera andiamo a magiare in un ristorante dove, dieci minuti dopo, arriva un gruppo di peruviani che canta con la tipica zampogna, flauto e chitarra. La musica andina è proprio bella, prendiamo una cassetta, un CD e facciamo una foto di gruppo.