TORO MUERTO E KARLA
Andiamo a dormire alle 21, saltando l'appuntamento con la discoteca
che ci aveva organizzato Yoel & Co., e ci prepariamo per il viaggio a
Toro Muerto del giorno dopo.
Poco prima della partenza vengo colto da una potente
come dire
scarica
intestinale, che si somma ai problemi del giorno prima e che mi abbatte al
suolo, ma ricorro a vari medicinali che avevo con me (dato che il tutto era
previsto) e mi tiro un po' in qua. Stoicamente, ci presentiamo all'agenzia
e partiamo con Yoel, Dante, l'autista, e Karla, l'apprendista guida, che subito
si mette a fare dei complimenti al sottoscritto, prima velati, poi sempre
più diretti e precisi.
Passano due ore, ed arriviamo finalmente a Toro Muerto per vedere delle pietre
incise dagli uomini della preistoria circa 10.000 anni fa. Ovviamente, anche
in questo caso il Governo si è reso conto del valore di questo sito
solo pochi anni fa, e così alcune pietre sono rovinate da gente che
ci ha scritto sopra frasi d'amore o che le ha addirittura spezzate per farsi
parte della casa. Il deserto scotta molto, e non abbiamo creme. Fa ridere
il fatto che, per evitare furti dal taxi multiplo, Yoel prende con sé
due bambine e le lascia dentro, a guardia: un vero antifurto umano. Tra parentesi,
caliamo un altro velo sul taxi, il cui ingranaggio del motorino di accensione
era rotto e che quindi veniva sempre messo in moto a spinta da parte di Yoel!
Facciamo pranzo a sacco, mentre Karla mi canta varie canzoni d'amore tra un
panino e l'altro, e dopo aver visitato un'interessante distilleria di canna
da zucchero torniamo a casa. Senza entrare nei dettagli, vi posso assicurare
che Karla ha reso il viaggio di ritorno molto
piacevole.
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