VERSO CUZCO

E' la mattina del 6 aprile, e partiamo alle 8 del mattino con il treno per Cuzco (in realtà Q'osko, ovvero "ombelico" - per questo Cuzco è detta anche ombelico del mondo). Sono 400 kms e ci impieghiamo 11 ore, ma i monti, i vulcani, il fiume Urubamba che costeggiamo per chilometri e chilometri sono uno spettacolo mozzafiato che fa volare il tempo. Ci mangiamo quello che resta della pizza avanzata nel ristorante la sera prima e che ci consentono di portare via, ed arriviamo a Cuzco con il solito mal di mare. L'albergo dove lavora Mathieu, El monasterio del Cusco, è un cinque stelle da brivido, e quando arriviamo ci aprono la porta del taxi, prendono valigie e zaini, insomma, ci sentiamo dei re e quasi prendiamo paura. Ci viene incontro Eliana, che ci presenta i suoi amici Omar, Lorena e soprattutto la bella Shirley. Devono lavorare, ma ci ospitano in casa loro, e dopo aver mangiato andiamo a ballare un po' di salsa e merengue. Quasi in maniera naturale, mi metto a ballare stretto stretto con Shirley, ed anche se noto che l'interesse è condiviso lascio stare per mancanza materiale di tempo.
Torniamo alle 3 del mattino, dopo un black-out generale in tutta la città, e ci alziamo alle 9, per la prima volta così tardi! Andiamo a vedere la città, davvero molto bella, che meriterebbe molti più giorni di quelli a disposizione, e prendiamo un City Tour dei dintorni inca, come Puca Pucara, una bella costruzione, Tambo Machay, un vero tempio inca distrutto poi da conquistatori, Q'enko, un cimitero, e Saqsaywaman, un tempio oppure una città inca. Come vedete, i nomi non sono spagnoli perché in Perù ci sono altre due lingue, molto più antiche: il Quechua e l'Aymara. Ora, io in quechua so solo dire "Sumak kanki" (sei bella), ma è davvero una lingua astrusa.
La sera stessa non facciamo nulla perché i nostri amici tornano sempre molto tardi, e quindi ce ne andiamo a nanna sfatti, anche perché la mattina dopo ci alziamo alle 6 per andare a Machu Picchu.