IL RAVANAMENTO
Prendo i soldi che mi serviranno per ritornare a casa, dato
che per lasciare il Perù bisogna pagare US$ 25, e ci dirigiamo verso
la parte più ricca e residenziale della città, nonché
la più sicura. Ci sono circa 30 gradi, e mentre stiamo camminando veniamo
avvicinati da due persone che ci fanno notare che siamo macchiati di giallo.
Si tratta di senape, e pensiamo si tratti di uno scherzo fatto da dei bambini
di passaggio. I due signori, molto gentilmente, si offrono di aiutarci, e
ci puliamo con dei fazzolettini di carta che ci prestano. Poi ci danno una
mano anche loro, e mentre la signora mi indica una macchia sul retro dei jeans,
l'altro, senza che mi accorga di nulla, mi apre il marsupio e mi sfila il
portafoglio con la mia carta d'identità, la mail della bella australiana,
delle schede usate del telefono comprate per collezionarle, US$ 75 e circa
7000 lire in monete varie (sol peruviani, dollari americani e lire italiane).
Rapidi come il fulmine, si buttano in mezzo alla strada, e scompaiono nel
nulla, inghiottiti dal traffico cittadino.
Rimango di stucco per il barbatrucco, ritorniamo da Mathieu, ci cambiamo e
vado alla Policia de Turismo per denunciare il fatto con i pochi soldi spicci
che rimangono a Giovanni. Quando arrivo, però, mi rendo conto che la
mia denuncia è pressoché inutile, perché mi dicono che
comunque non ritroverò nulla ancora prima di parlare. Poi, prendono
un quaderno, una penna rossa ed una squadretta, e con la dovuta calma peruviana
si mettono a disegnare delle righe perché non hanno i fogli già
pronti su cui incolonnare i vari dati. Passati questi 10 minuti, spiego nel
dettaglio l'accaduto e mi sento dire che, dato che ci sono le presidenziali,
non hanno molto tempo per starmi dietro e che già mi fanno un favore
a rimanere aperti per me; inoltre, per la denuncia dovrei versare in banca
circa 2000 lire, ma a quell'ora le banche sono chiuse e quindi la procedura
è già un pelo fuori legge. Alla fine, per tagliare la testa
al toro, convertono la mia denuncia di furto in una di smarrimento, così
per Fujimori, che è presidente, e per Andrade, il sindaco candidato
alle elezioni, il quartiere Miraflores rimane un quartiere pulito dove la
gente perde le cose e non viene mai derubata. Ulteriore prova è data
dal fatto che, prima di firmare la mia descrizione, mi accorgo che hanno stampato
il file sbagliato e risulta una denuncia del tutto simile alla mia da parte
di una signora americana che, guarda caso, aveva "perduto" portafoglio
e rubrica.
Ormai stanchi ed arrabbiati, dopo una lunga attesa torniamo in albergo ed
abbandoniamo ogni proposito di vedere città e musei. Alle 19, fortunatamente
con biglietti d'aereo, passaporto e dei traveller's chèque in mano,
raggiungiamo l'aeroporto dopo aver contrattato quattro o cinque tassisti diversi
per risparmiare il più possibile. Senza molti soldi, rimaniamo a dormire
in aeroporto, e per cena facciamo colazione, la cosa più economica
che troviamo.
 |
 |
|
|
|