L'aereo che ci aspetta è un banale 777 che in dotazione
ha solamente un telefono ogni tre posti, per poter mandare la mail al modico
prezzo di US$ 2 al minuto. Lascio ovviamente stare, e mi addormento: l'arrivo
è previsto per le 7 del mattino, ora locale, e cerco di abituarmi subito
al cambio di fuso orario.
In prossimità di Lima (che in realtà si chiamava Rimak, dal
nome del fiume che là scorre, ma che venne convertito in Lima dai conquistadores
spagnoli che non avevano ben capito il nome) ci viene fornito un altro foglietto
sul modello americano, ma in questo caso manca la parte sul terrorismo. Ormai
stiamo per atterrare, ed appena arrivati in suolo peruviano si sente distintamente
il puzzo di pesce misto a gas di scarico: un odore indimenticabile, che la
peruviana al mio fianco chiama "El sabor de Lima".
Dopo tutte le formalità del caso, usciamo in strada e subito troviamo
dei tassisti ufficiali che ci danno un sacco di informazioni utili e ci portano
prima al BancoLatino, in modo che possa prelevare i soldi, e poi, dopo circa
20 minuti di viaggio, presso la stazione delle corriere della ditta Ormeno.
La guida è estremamente spericolata, dato che la freccia è sostituita
dalle mani, come in bici; i cartelli di dare precedenza, i pedoni, i semafori
sono oggetti inesistenti e privi di valore, ed in pratica chi prima suona
il claxon prima ha diritto di passare, provenga da destra, sinistra, sopra
o sotto. Lasciamo stare come si inseriscono tra una macchina e l'altra, perché
in quei 20 minuti non ho mai rischiato così tanti incidenti come in
tutta la mia vita! Eppure, alla fine non si fa mai male nessuno.
Le automobili sono per il 90% dei taxi, dato che nessuno o quasi si può
permettere un'auto privata, e del rimanente 10% quasi tutto il parco macchine
è americano stile anni '70 (pensate ai telefilm quali Hazzard o alle
prime serie di Starsky & Hutch) oppure giapponese, dato che il presidente,
Fujimori, proviene da quelle parti.
Anche la stazione dei bus offre uno spettacolo interessante: proprio per quello
che ho detto prima, la gente usa i mezzi pubblici in maniera massiccia, soprattutto
se non si può permettere il taxi, e quindi c'è un vero campione
di umanità peruviana: dalle madri con due o tre bimbi, alle venditrici
di frutta e verdura con tanto di merci; dalle signore che trasportano un intero
letto (legno e materasso), a quelli che si portano in una cesta dei conigli,
o delle galline. Mi è venuto in mente Renzo Tramaglino dei Promessi
Sposi, mentre portava i capponi al signor Azzeccagarbugli, e non siamo molto
lontani da quel mondo! Ovviamente, tutto lascia il tempo che trova: il bus
viene annunciato ad una certa ora, ma si tratta in realtà della cosiddetta
"hora peruana", cui bisogna sempre aggiungere mezz'ora od un'ora
per convertirla in ora vera; può tranquillamente capitare di bucare,
di avere noie al motore o pannes varie; le fermate, nei bus non diretti e
non di lusso, non esistono, o meglio sono "a chiamata": basta che
una persona si metta per la strada, in un punto qualunque, e faccia un breve
cenno con la mano, per poter salire, e nelle poche fermate ufficiali sale
molto spesso della gente con fardelli vari, cercando di venderti roba da mangiare
od eventualmente vestiti.