LIMA -- PISCO
Il nostro tragitto di circa 2 ore, da Lima a Pisco, ci offre
anche un panorama insolito: nella periferia di Lima si trovano delle intere
vie dove si trovano solo ed esclusivamente case convertite in officine di
riparazione auto, ma la cosa più buffa è che una via offre solo
vendita di sospensioni; in un'altra si vendono solo parabrezza, in un'altra
ancora solo gomme, in un'altra convergono le ruote e così via. Pazzesco,
ma utile, considerata l'età media delle vetture! Inoltre, visto che
ci sono le presidenziali in ballo, e che ognuno è libero di dipingere
casa propria e trasformarla in un gigantesco cartellone elettorale, quasi
tutte le abitazioni hanno delle scritte in rosso, blu, verde, giallo, recanti
slogan quali "Vota Fujimori" o "Vota Andrade", rendendo
di fatto inutili i sondaggi elettorali.
Arrivati a Pisco, veniamo letteralmente presi d'assalto da dei giovani che
ci offrono svariate sistemazioni economiche, e non è facile capire
venti voci che si sovrappongono nello spasmodico tentativo di accaparrarsi
il cliente! Prendiamo l'Hostal Isidro, gestito da Alejandro e dal suo amico
Jesus, che ci portano addirittura la valigia, e ci sistemiamo là. La
stanza è alquanto spartana, dato che manca persino il comodino, ma
c'è il bagno interno e la doccia.
Una delle cose che colpisce è il funzionamento bizzarro dello sciacquone
del cesso: infatti, mezza tazza è già piena d'acqua fin dalla
partenza, e, dato che le tubature sono quelle che sono, il water si libera
tramite una specie di vasi comunicanti e per capillarità, e non grazie
ad un getto forte e potente come da noi: a tale scopo, la carta igienica va
buttata non nel water, ma in un apposito cestino delle immondizie, pena un
mega intasamento con risultati non commentabili
Chi va in Perù deve stare attento a quello che mangia e beve, perché
ci possono essere dei batteri, sconosciuti ai nostri anticorpi, in grado di
rovinare la salute. Ad esempio, non si può bere l'acqua del rubinetto
o il latte non pastorizzato ed i suoi derivati, così come mangiare
la verdura cruda è un azzardo; quindi all'inizio fare la colazione
o mangiare era un vero dramma perché ci si chiedeva sempre se l'acqua
del tè aveva bollito, se si poteva prendere il burro, se il succo di
frutta era allungato con acqua o no. E quando prendevamo del pollo e poi trovavamo
dell'insalata come contorno, lasciavamo da parte tutto ciò che era
entrato in contatto con la verdura. Ovviamente, anche per lavarsi i denti
è consigliabile comprarsi dell'acqua in bottiglia (che però
a volte vendono già aperta, sostituendo l'acqua con quella di rubinetto
per risparmiare), e dunque sembra sempre di essere mezzi baraccati e/o in
campeggio.
Per bere cose che non siano acqua invece non c'era problema, perché
abbiamo provato varie birre, come la Arequipeña o la Cusqueña,
e cose buone come la Duo o la Inca Kola (la bibita nazionale peruviana), che
ha quel gusto tipico di gomma americana colorata comprata dai bussolotti rotondi
che si trovavano negli anni '70 ed '80 per le strade vicino ai negozi.
Anche nei ristoranti però succedono cose bizzarre, perché una
sera decidiamo di prendere una bottiglia d'acqua, e la cameriera ci fa: "L'ho
finita, ma non vi preoccupate: la vado a comprare"; si veste, esce, e
dopo cinque minuti ritorna con la bottiglia! Da non credere, anche perché
erano le 21.30 e dato che la gente mangia alle 19, ormai tutti i negozi sono
chiusi.
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Tipica birra peruviana
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Inca Kola
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