PISCO -- ICA
La mattina seguente, ed è il 28/03, partiamo con la
nostra mitica corriera per quel di Ica, e sono circa tre ore di viaggio. Questa
volta usiamo la ditta "Saky", su indicazione della stessa concorrente
Ormeño che sostiene di non fornire un buon servizio su quel percorso:
evviva il libero mercato! Veniamo lasciati in mezzo ad una via di questo paesino
e cerchiamo Plaza de Armas, dove lasciamo le valigie al primo hotel a tre
stelle che vediamo in modo da vedere con più libertà il museo
regionale più importante del Paese. Nel museo si vedono ottimi esempi
di trapanazione del cranio in caso di malattie, e di deformazione del cranio
stesso operato sui bambini tramite assi e corde: gli inca (1200 A.C. - 1400
D.C.) infatti pensavano di discendere dalle montagne e per questo cercavano
di modellare la propria testa fino a farla assumere una forma appuntita in
onore dei propri dei. Inoltre, avevano anche sviluppato un singolare sistema
di numerazione, annodando delle corde di colore differente per rappresentare
le migliaia, centinaia, decine ed unità.
Dato che il museo è veramente lontano dalla città, torniamo
in taxi, che per l'occasione è
un Apecar "preparato"
che va a manetta nel caotico traffico cittadino, e dopo aver mangiato prendiamo
una corriera per Nazca, il cui vero nome sarebbe "Nanasca", ovvero
"terra tormentata dalla siccità", ed arriviamo alla sera
all'Hotel "Sol de Nazca".
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