PUERTO DE MAZARRÓN
Il primo giorno al mare

Dato che abbiamo ancora la macchina a noleggio con noi, decidiamo di andare al centro commerciale “La Piramide”, a soli 4km da noi, per fare la spesa al Mercadona, una delle catene di supermercati più grande della Spagna. Riempiamo un carrello intero di roba spendendo almeno un 30% in meno che in Italia, e spendiamo le ultime ore della mattinata andando nella piscina del nostro residence.

Un bel pranzetto nella terrazza del nostro appartamento, e poi parto per consegnare la vettura a Cartagena.
Il viaggio è tranquillo: inbocco la AP-7, autostrada a pagamento, assolutamente deserta, e pago ben 5 euro per percorrere 30km! Poi mi infilo sempre più nel cuore della città sino ad arrivare alla stazione degli autobus, sede anche della Europcar. Arrivo al cancello, suono, ma nessuno mi apre; allora parcheggio come posso, salgo le scale e mi accorgo che, nonostante siano le 17, l’agenzia è chiusa – probabilmente oggi nessuno aveva voglia di lavorare. Un signore spagnolo mi dice che l’unico modo è telefonare ad un numero scritto sulla porta dell’agenzia e poi consegnare la chiave, e così faccio, ma non mi sembra un bel modo di procedere! Prima di trovare qualcuno dall’altra parte del filo, passano pure interminabili minuti e varie telefonate senza risposta... vabbeh, alla fine comunque la cosa si risolve e mi posso comprare il biglietto per l’autobus del rientro che, per fortuna, parte proprio da quella stazione.

La Jenny mi informa che siamo senza i pannolini-costume per la Cristina, che quindi sta nuotando in piscina con un alto livello di rischio, e dunque, nell’attesa, vado sia al Día che al Lidl ma non trovo niente.

Il bus non segue l’autostrada, ma una tortuosissima statale che sale e scende per le colline che separano i due paesi costieri; il cartello che campeggia sopra l’autista riporta, a caratteri cubitali, la scritta “In caso di mal d’auto, chiedere una borsa al conducente” e fioccano borse a tutto spiano, con l’autista costretto a soste extra vicino ai cassonetti delle immondizie per permettere ai malcapitati passeggeri di abbandonare elegantemente parte del proprio stomaco!

Arrivato alla stazione del bus di Puerto de Mazarrón, sono ancora a 2600 metri di distanza da casa, e non ci sono mezzi che mi possano aiutare (l’ufficio del turismo me ne dà conferma), per cui... gambe in spalla e via, una bella mezz’oretta di cammino che però spezzo visitando i numerosi negozi lungo la via. Ne approfitto quindi per comprare l’ombrellone, il vasino per la Cri ma, ahimè, niente pannolini: questo prodotto sembra essere davvero difficile da trovare, quando in Italia te lo vendono tutti! Domani cercheremo di porre rimedio alla cosa.