31.07 - SI TORNA IN ITALIA

Ieri abbiamo fatto l’una di notte, ed oggi ci alziamo alle 7 – shock! – visto che l’aereo parte alle 12:20 da Alicante, 140km più a nord. Prendiamo la Cristina all’ultimo secondo, pensando di prenderla in braccio, depositarla rapidamente in auto e far sì che continui beata il suo sonno, ma non appena la sfioriamo, silenziosi, lei si tira su come una molla e ci fa, sveglissima ed allegra: “andiamo a Treviglio?”
Nel sistemare le ultime valige, vedo Juan arrivare, così ci salutiamo come se fossimo diventati dei veri amici! Attende la nostra partenza affacciato al balcone, ed il suo “ciao ciao” con la mano ci dice che le nostre vacanze stanno proprio finendo...
Arriviamo all’aeroporto con un buon anticipo, anche perché il navigatore opta per una strada più veloce, la AP-7, ma molto costosa (€23 per 120 km), che percorre la costa anziché l’entroterra, ma ci perdiamo tutto il margine nel cercare di consegnare la vettura! Infatti, non esistono indicazioni specifiche, per cui entriamo nel normale parcheggio, ma, a dieci metri dalla nostra meta una serie di blocchi di cemento ci sbarra la strada. Gira che ti rigira, capiamo che c’è per forza una seconda entrata da qualche parte, ed usciamo. Usciamo, si fa per dire! La sbarra non si alza, perché la macchinetta è spenta, così, in mezzo alle varie code, riesco a far manovra e ad avvicinarmi ad una seconda uscita. Per 2 minuti, abbiamo superato il minimo tempo di permanenza gratuita, e quindi dobbiamo andare a pagare il ticket alla macchinetta... ufff....
Parcheggio accanto ad altre due auto di due turisti stranieri incappati nello stesso meccanismo perverso, Jenny in un baleno paga i 40 cents e, uscendo dal retro, troviamo, piccolo e seminascosto, un cartello che ci porta al parcheggio giusto.
Espletate tutte le formalità del caso, possiamo riposarci e la Jenny ne approfitta per comprarsi una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo, anche se da lì a breve dobbiamo imbarcarci.
Proprio al controllo bagagli troviamo una guardia della sicurezza aeroportuale che ci guarda i biglietti e mette sul nastro ben due litri di latte. Noi lo seguiamo a ruota con la nostra acqua bella in vista. Gli addetti guardano tutti un po’ allibiti, dicono “ma di chi è ‘sta roba?” perché la guardia nel frattempo si è allontanata; quando torna, grandi saluti, lui si prende il latte, noi l’acqua, e via andare!
Arrivati a Orio, dobbiamo attendere una mezz’oretta per il bus fino a Bergamo, e quasi un’ora e mezza per il treno per Treviglio Ovest, ma ci pensa il Mac Donald’s a sfamarci  e a tenerci  al fresco.
Finalmente arriviamo a casa, lasciamo subito le valige e prendiamo un altro treno, questa volta per tornare sul lago di Garda e passare così un fine settimana di ulteriore relax. Peccato però che, alla stazione dei treni, mi accorga di aver perso la carta di credito, probabilmente dimenticata nell’auto a noleggio. Telefono all’Europcar di Alicante, per sapere se l’hanno trovata, ma nessuno mi risponde e non riesco ad ottenere alcuna informazione. Alla fine, blocco la carta e tanti saluti e baci; e così finiscono le nostre vacanze spagnole!