Il giorno 2 invece viene dedicato all'evento dell'anno: il
passaggio all'euro. Non vogliamo tornare in Italia con pesetas o escudos,
per cui andiamo alla banca della Caixagalicia per cambiare le divise nazionali,
ma c'è una fila bestiale, e nonostante la mamma di María abbia
preso il numero circa due ore prima, dobbiamo farci mezz'ora di fila per avere
le prime monete in euro con il simbolo di Juan Carlos. Ci viene da sorridere,
non ho mai preso in mano un euro italiano e già maneggio quello spagnolo!
Fare le compere è un po' più complicato per noi, che dobbiamo
convertire non da euro a lire, ma da euro a pesetas, con un cambio di 166,386
pesetas per ogni euro, ed a volte, se non stiamo attenti, rischiamo anche
grossi turlupinamenti (10 cents fatti passare come 10 euro, ad esempio ).
Ci facciamo una sana colazione con chocolate con churros, ed al pomeriggio
andiamo a vedere la Torre de Hercules, sulla costa della città, dopo
che Antonio insiste per far sì che i miei amici vedano qualcosa del
luogo che lui tanto ama. Infine salutiamo tutti, andiamo alla stazione dei
bus per dirigerci a Oporto e prendere l'aereo. In realtà, dormiamo
a Vigo, ritrovando i nostri simpatici vicini, dopo aver fatto un giro in città,
aver mangiato in un terribile ristorante vegetariano (era la prima volta che
andavo in un posto del genere e penso che sarà anche l'ultima! Poi
mi sono rifatto con una sana pizza con pomodori, prosciutto, salame ed ananas!)
ed aver cercato di vedere Atlantis, che però veniva trasmesso al cinema
solamente fino alle 17, e non la sera come speravo.