PARTENZA PER OPORTO

Il giorno dopo, l'aereo ci aspetta alle 13, e ci viene assegnata la fila 5. Un disastro… Le cappelliere sono così piccole che entra a malapena una giacca, e non ci sono i finestrini ai lati per cui è come viaggiare alla cieca. Soffriamo per 2 ore e mezza, fino ad arrivare in suolo portoghese, dove cambio dei soldi in scudi e chiedo informazioni per andare fino al centro di Oporto e poi a Vigo, in corriera.
Là conosco una ragazza di Venezia che deve andare a Coimbra per un matrimonio e che non si riesce a spiegare con nessuno, per cui ci rechiamo tutti e quattro alla fermata dell'AeroBus e chiacchieriamo del più e del meno. Arrivati a destinazione, in Rúa dos Aliados, vicino al McDonald's, cerchiamo la compagnia AUTNA che ci porterà, quattro ore dopo, a Vigo, ma, con nostra grande sorpresa, nessuno sembra conoscerla. Accompagnamo la ragazza alla stazione, vediamo con lei quando parte il treno, la salutiamo e lasciamo le valigie al deposito, non senza prima aver ammirato gli stupendi azulejos decorativi che rendono São Bento una delle stazioni ferroviarie più belle del mondo.
Chiediamo a quattro conducenti del bus, a due agenzie di viaggio, a molti passanti, ma della nostra AUTNA nessuno sa nulla, fino a che una ragazza ci conferma quanto già immaginavamo: la fermata del bus non c'è, però il bus si ferma lo stesso, proprio là, vicino al McDonald's.
Dopo esserci comprati la cartina di Oporto, andiamo dunque a vedere un po' la città, e in special modo il ponte creato da Eiffel in onore del Re Luiz I alla fine del 1800. La costruzione è imponente, e il labirinto di scale che nella penombra della sera scendono precipitosamente verso il fiume, passando in mezzo a case mezze diroccate, bambini che giocano al pallone e panni stesi, rendono l'atmosfera molto particolare e suggestiva.