SANTIAGO DE COMPOSTELA
Al pomeriggio andiamo con Antonio e Fatima a vedere Santiago
de Compostela. Arriviamo che diluvia, il tempo tipico per questa città
considerata la più piovosa della Spagna, ma non fa molto freddo. Guardiamo
la piazza, l'interno della bella chiesa, i dintorni; Giuva compra dei souvenir
e poi a sorpresa andiamo a Montouto, un paesino a mezz'ora da A Coruña,
dai genitori di Antonio, per andarli a trovare e mangiare con loro. Ci offrono
delle ottime tortillas, e delle empanadas di tonno, anche queste gustose,
contornate da poco invitanti cozze sott'olio e da asparagi senza gusto.
Mi devo lanciare in un gallego che ormai ricordo poco perché sporcato
dal portoghese (ma pur di far felice la famiglia di Antonio
) e, sempre
sotto la pioggia, ritorniamo a casa.
La mattina dopo è il 31, e sto veramente male. Mi gira la testa, ho
un raffreddore poderoso, dormo la mattina, dormo il pomeriggio, mi dopo di
tachipirina
e non so neppure se parteciperò alla festa in un
locale di musica rock nel centro della città.