Come ormai di consueto, ecco il mio ormai "famoso" resoconto di viaggio.
Questa volta ci sono delle novità: il mio compagno di viaggi non era
il mitico Giuva, ma una bella ragazza, e più precisamente la mia ragazza,
Jenny.
Tutto nasce una mattina di settembre, quando Jenny mi telefona
e mi chiede se ho voglia di passare le vacanze di Natale in Svezia con lei,
visto che, dopo circa 10 anni di assenza, lei andrà proprio lì:
l'idea è quella di stare un po' di giorni a casa della nonna, a Stoccolma,
e poi passare un week-end sulla neve da qualche parte nel nord, probabilmente
a Sälen. Accetto molto volentieri e per l'acquisto del biglietto aereo
la Jenny suggerisce la Sterling, ditta danese a basso costo che infatti offre
un bilgietto a/r a circa 150 euro.
Per il discorso sciistico, inizialmente ci affidiamo allo zio svedese della
Jenny, che però non aveva capito bene quello che intendevamo fare lassù
e che, a fine novembre, non ci fornisce ancora le informazioni che ci servivano.
Parte così una frenetica ricerca su internet di qualche posto interessante
che offra alberghi e piste da fondo, e non si rivela affatto impresa facile:
i siti sono poco pubblicizzati, e tutti in svedese/norvegese/danese comunque,
dopo lotte continue, traduzioni della Jenny e del Babylon Translator, qualche
sbirciatina alla guida EDT in libreria (che dedica una facciata in tutto all'argomento)
e varie telefonate agli alberghi ed alle agenzie di turismo (turistbyrå,
per meglio dire), decidiamo di passare il 2, 3, 4 e 5 gennaio a Mora (che si
legge Mura), per poi trasferirci un giorno ad Orsa (leggi: Usha) e Orsa Grönklitt
e vedere gli animali nel loro ambiente invernale (i cosiddetti "djuren
i vintermiljö").