DI NUOVO IN PISTA!

Mi fa molto male la gamba sinistra, evidentemente mi sono preso uno strappo sciando. Comunque, non ci fermiamo ed il giorno dopo siamo di nuovo in pista, anche se per meno ore: è sabato 3 infatti, e nei prefestivi i negozi chiudono tutti contemporaneamente alle 14; anche il nostro noleggiatore di sci.
Soliti tre chilometri iniziali, questa volta a -25, e muniti di macchina fotografica. Dopo un po' di strada, vedo un cartello che mi piace, apro lo zaino e nel premere l'apertura di plastica, questa cede di schianto per il freddo. Quella di destra si romperà pochi minuti dopo, nel chiudere lo zaino.
Mi si congelano le lenti, e nel togliere gli occhiali noto con tremore che le stanghette sono tutte bianche! Eviterò, per il resto del giro, di muoverle dal viso per evitare che facciano la stessa fine dello zaino. L'ambiente è spettacolare e ci vorrebbero mille foto per descriverlo; invece, ogni singolo scatto è difficile perché solo togliersi i guanti dalle mani è un'impresa. La macchina, poi, è lentissima, si spegne, si appanna… e tutto questo rende ancora più bella la nostra presenza lì.
Questa volta facciamo solo il percorso di 2.5 kms, e finalmente capisco perché tutti portino ad El-ljus! In realtà, quel nome sta a significare che la pista è illuminata, ed infatti i lampioni ("ljus" vuol dire luce) accesi ci seguono per tutta la tratta. Verso le 13.30 siamo di ritorno, abbiamo solo trenta minuti per comprare qualche ricordo ma non troviamo nulla che ci piaccia, a parte un negozio bellissimo ma chiuso, anzi, superchiuso: oltre al cartello, una spranga chiude la porta e, naturalmente, non ci sono orari di alcun tipo.

La pista "El-ljus"
Manca poco all'arrivo!
Il traguardo:
"Sulle orme degli avi per vittorie future"
Mora: il campanile