ORSA E VIA, VERSO STOCCOLMA
Andiamo a vedere l'altro lago ghiacciato, quello di Orsa, a un paio di chilometri
dall'albergo, e nel tornare indietro la Jenny si imbatte nel guanto! Contenti
per il recupero, torniamo in albergo a riscaldarci e decidiamo di buttarci un'altra
volta a fare la sauna, che però purtroppo troviamo già chiusa
e non riusciamo a farci aprire, nonostante il giorno prima fossimo arrivati
un'ora dopo e tutto funzionasse ancora.
Le vacanze sugli sci sono finite, ed il giorno dopo ci attende la corriera per
Stoccolma. Ci sono -14 gradi ("solo -14!", dice il cartello), nevica,
e per l'ultima volta sfruttiamo la mega colazione inclusa: pane di ogni tipo,
yogurt, te, affettati, uova, pancetta, ci mettono proprio di buon umore. Poi,
mezz'ora sulla neve in direzione dell'ufficio del turismo (che apre dalle 10
alle 13! Caliamo un velo? Caliamolo), e verso le 17 siamo di nuovo nella capitale.
Per la seconda volta, arriva Babbo Natale a casa di Mormor (ci aveva sorpresi
anche al nostro arrivo), che mi regala un portacandele per cene romantiche,
un "reflex" (un catarifrangente a forma di dinosauro per essere visti
dai fari delle macchine e che si compra in farmacia(!)), dei fiammiferi svedesi,
e lo stupendo Julmust (bevanda simile alla coca-cola e presente nei negozi solo
a natale, che appunto si dice "jul"). Infine, mega rifacimento della
valigia e pronti per tornare a Milano, questa volta tutti assieme tranne la
mamma della Jenny, che rimarrà su ancora un po'.
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