PARTENZA PER MORA
Vi arriviamo in corriera, dopo un viaggio tranquillo e davvero molto bello
in mezzo alla natura svedese: alberi, neve, e luce diffusa dal sole sempre basso
all'orizzonte.
A Mora sono le 18.30, ed il sole è già tramontato; veniamo lasciati
di fronte all'ufficio del turismo, chiuso da un bel pezzo, e così camminiamo
per quasi trenta minuti fino ad arrivare nel centro della graziosa cittadina,
dove ci aspetta una stanza al First Hotel. Nell'ascensore un cartello riporta
la lettura della temperatura esterna: ci sono -14 gradi.
Ci sistemiamo un po' nella stanza, e poi usciamo, visto che in Svezia ci sono
orari molto corti rispetto ai nostri: si cena molto presto e molti ristoranti
chiudono alle 21. Così, giriamo le poche ma carine vie del posto, credendo
di trovare varie opzioni, dato il posto turistico. In realtà,
non troviamo nulla, e nessuno, a parte tre ragazzi, vestiti tutti allo stesso
modo, che gironzolano per il paesino. Io derapo a manetta, perché le
scarpe che ho ai piedi non fanno la minima presa sulla neve completamente ghiacciata,
e mi affido totalmente al braccio della Jenny, che ogni due minuti mi deve prendere
al volo; in una di queste vie, uno di quei ragazzi di prima mi ferma e mi chiede
in svedese se conosco qualche posto per mangiare! Per tutta risposta, gli dico
in inglese che non ne ho la minima idea e questi, con un gesto di stizza, mi
manda completamente al diavolo. Davvero topica, la situazione: sembriamo sei
superstiti in una città fantasma, tutti alla ricerca di cibo! Finalmente
incontro un indigeno, uno solo, che ci parla di addirittura tre posti dove mangiare:
un ristorante (che scopriremo poi avere prezzi inaffrontabili) e due pizzerie/pub,
dove si possono anche mangiare kebab, felafel, e qualche specialità svedese.
Per la verità, avevamo anche visto un ristorante cinese, ma volevano
20.000 lire per un pollo con mandorle!
Ci rechiamo così da Erkut, una pizzeria gestita dal turco Ahmed che,
una volta saputo che siamo italiani, ci chiede la traduzione di tutte le pizze
ed un suggerimento per cambiare il nome del posto, visto che questo famoso(?)
scrittore turco non sembra poi attrarre molte persone e comunque il nome apparteneva
al gestore precedente. Il massimo che sappiamo suggerire è "Il sole
italiano" e "La bella Venezia", nomi che non sembrano convincere
il nostro amico, ma tant'è: sempre meglio di Erkut ci paiono!
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