Il giorno dopo, ci attende la nostra prima escursione sugli sci di fondo!
Mora è il punto di arrivo della famosa Vasaloppet, che origina a Sälen,
a 90km di distanza; la gara si svolge sin dal 1922 ogni primo marzo dell'anno
e ha visto partecipare moltissimi sciatori a livello mondiale, come il norvegese
Dhælie o il nostro Maurizio de Zolt (Grillo).
Sono le 10, il sole è sorto da mezz'ora. Andiamo da Intersport, e per
15.000 lire al giorno noleggiamo i nostri sci e gli scarponi. La pista inizia
a circa 1km dall'albergo, e non c'è nessuno. Iniziamo così un
bellissimo percorso nella natura, passando in mezzo ad un campeggio, ai boschi,
a dei laghetti congelati, dove il solo rumore che s'ode è quello del
nostro incedere. Fa molto freddo, il termometro infatti segna la paurosa temperatura
di -22, ma siamo vestiti decisamente bene: ai piedi ho scarponi, calzettoni
e calzamaglia; inoltre indosso i pantaloni pesanti sopra quelli della tuta,
a loro volta sopra la suddetta calzamaglia. Sul petto ho una canottiera di lana
più una maglietta di cotone a maniche corte più altra maglietta
antivento sportiva più maglione di alpaca più giaccone imbottito.
Per completare il tutto, berrettino di alpaca, sciarpa altrettanto di alpaca
e guanti pesanti. Anche la Jenny non scherza, ed esibisce un completo multistrato
dove si contano almeno 7 zip una sopra l'altra, ed il suo viso è così
coperto che spuntano solo gli occhiali dal suo dolce visino
Il percorso iniziale è obbligato, in quanto solo dopo tre chilometri
si può scegliere che strada fare: a quel punto, invece, c'è l'imbarazzo
della scelta: ci sono percorsi da 1.5, 3, 5, 8, 10, 15, 90 chilometri e poi
altri tre percorsi: rosso, giallo, blu, rispettivamente di 1.5, 5 e 10 chilometri.
Ci buttiamo su quello da 1.5 chilometri, che come destinazione ha El-ljus, ed
è abbastanza facile ma molto divertente. Dopo mezz'ora, ritorniamo al
trivio iniziale, ed abbiamo ancora la voglia e la forza di farci un altro giro.
Andiamo così sul percorso giallo, anche quello con destinazione El-ljus,
questa volta di cinque chilometri. Qui le cose si fanno un po' più complicate,
ed infatti cadiamo in un paio di discese; molto spesso, il problema nasce dalla
poca visibilità della pista, dato che, per il freddo intenso, il fiato
diventa immediatamente ghiaccio che poi si deposita sulle lenti degli occhiali
e non si scioglie più. Anche la giacca è tutta bianca per il gelo,
così come le sopracciglia!
Bardati come siamo, e dopo aver percorso già 9.5 kms, non abbiamo ancora
sudato, ma si sta facendo scuro, e poi dobbiamo ancora percorrere i tre chilometri
per rientrare! Contenti e soddisfatti, torniamo in albergo per uscirne subito:
ci attende infatti la mostra della Vasaloppet, che offre un interessante filmato
sulla storia della corsa e dei propri vincitori, nonché i diversi tipi
di sci usati per questo tipo da gara, sin dal 1922 (si trattava di due quasi
tronchi con poggiapiede, ma come facevano?!). Un computer ha registrato i nomi
di tutti i partecipanti alla gara, e così saltano fuori anche i nomi
dello zio e del nonno della Jenny, arrivati 2000esimo e 4000esimo dopo circa
9 ore di corsa (il primo ce ne mise 7). Adesso, con i mezzi moderni, la Vasaloppet
si percorre in circa 4 ore.