16.08: SI RIENTRA IN ITALIA!

Abbiamo molto tempo a nostra disposizione, e un po’ dormiamo, un po’ bazzichiamo i bar alla ricerca del nostro ultimo elmaçay, ma i prezzi sono astrali: 7.250.000 lire per un tè, 4.250.000 per un caffè! Forse neanche da Cova, a Milano, costa così tanto. Ovviamente, lasciamo stare, ma abbiamo fame e recuperiamo un mini-sandwich per qualche milionata di lire.
Scendo al piano di sotto per vedere il valore del cambio per convertire gli ultimi milioni che mi restano in tasca, e quando torno su mi imbatto nel controllo di sicurezza. Faccio passare lo zaino (passato già circa un’ora prima, entrando la prima volta, dove tutto era risultato regolare), e vengo fermato. Mi aprono tutto, senza molta gentilezza né attenzione (quasi mi rompono una birra) e scoprono il “grave problema”: le batterie della mia videocamera fanno impazzire i loro sistemi. Capito l’inghippo, anziché lasciarmi andare, riprendono lo zaino con le batterie ancora dentro e lo ripassano sotto la macchina, che ovviamente suona ancora. Mi fermano ancora (groan!), lo riaprono, e questa volta sono soddisfatti nel vedere che era l’acqua di una bottiglia ad ingannare lo strumento. Finalmente riesco a passare, ed a tornare dalla mia Jenny.
Passano molte ore, ed arriviamo in orario boarding. Anziché comparire il gate, però, sul monitor appare il messaggio “Wait in lounge”. Attendiamo dunque nella sala, e ci muoviamo quando sappiamo dove andare e la scritta cambia in “Boarding”. Dopo pochi passi, però, una coda ci blocca: a sorpresa, c’è un ulteriore passaggio ai raggi X, che rallenta tutti. Passeranno due minuti, e dall’altoparlante si sente: “Last call for Lùcia Marseglia and Jenny Rio”. Viva l’organizzazione… Passiamo avanti a tutti, assieme ad altri dieci passeggeri nella nostra stessa situazione (ed i controlli?), e finalmente riusciamo ad imbarcarci.
A Budapest, per poco vengo arrestato dalla polizia! Il mio passaporto viene visto, rivisto, guardato in controluce, esaminato, ricontrollato… ma niente, c’è qualcosa che non va. Dopo almeno dieci minuti di controlli, il poliziotto evidentemente si accontenta del lavoro svolto e mi lascia andare. Ufff.. Facciamo la nostra seconda carta d’imbarco, ed arriviamo a Milano verso le 9.
Le vacanze sono proprio finite!