Alle 9.20, addirittura in anticipo rispetto all’orario previsto,
l’autista e la guida, di nome Aslı, sono già vogliosi, ed addirittura
Kemal ci viene a cercare per farci un po’ di fretta.
Saliamo, ma naturalmente questa finta efficienza crolla dopo dieci minuti:
prima di raccogliere tutti quanti, infatti, passerà quasi un’ora.
La prima tappa è la Valle Ihlara, dove si può fare una piacevolissima camminata
di 3km alla base di un (poco) profondo canyon, accompagnati a sinistra dalle
imponenti rocce, ed a destra dal torrente Melendiz; alla fine della passeggiata,
ci attende un lauto e buon pasto in riva al fiume.
Riprendiamo la corriera, e ci rechiamo a Derinkuyu, una delle città sotterranee
più interessanti della zona; gli abitanti del tempo, per evitare di essere
catturati da eventuali invasori, costruirono, probabilmente tra il secolo
IX e X, un “pozzo profondo” (derin-kuyu, appunto) di 40 metri e dotato di
stanze, chiese, luoghi di studio, pozzi interni, e pozzi di ventilazione disposti
in sette piani uno esattamente sotto l’altro.
Finita la visita. non può mancare un classico delle baggianate inventate appositamente
per i turisti: veniamo infatti portati a Yaprakhisar, dove ci dicono che è
stato girato il primo capitolo di Guerre Stellari: è una palla assurda, perché
il film venne in realtà filmato in Tunisia!
Tappa successiva è il Monastero di Selime, struttura assai imponente di tre
piani, scavata nella roccia e visibile dalla strada, costituita da una cucina
e da una bella chiesa con iconografie religiose. Andiamo poi a vedere un caravanserraglio
(il cui vero nome sarebbe “Caravan Sarayı”, ossia “ostello delle carovane”),
una costruzione dove, all’epoca della “via della seta”, i venditori ed i viandanti,
ogni circa 40 km, la tratta media di una giornata di cammino, potevano fermarsi,
risposare, dormire, e vendere le proprie merci prima di ripartire; spesso
c’era anche una moschea, per ottemperare alla preghiera e la meditazione.
Qui ci fanno rimanere davvero pochissimi minuti; ripartiamo quasi subito per
Paşabağı, vicino a Zelve, per poter ammirare i “camini delle
fate”, coni di tufo creati dall’erosione del vento e protetti in cima da una
parte in basalto. La vista al tramonto, a chiusura di questo bel giro, è spettacolare,
così tanto che non mi accorgo che il tempo passa, e così dalla corriera devono
gridare il mio nome e suonare il clacson varie volte, prima che io mi dia
una mossa e mi rifaccia vivo!