06-07.08: UNA NOTTE TERRIBILE ASPETTANDO ANTALYA

Più che essere la corriera ad aspettare noi, succede esattamente il contrario, dato il ritardo di circa quaranta minuti con cui arriva. Il tempo viene però ottimamente ammazzato dalla Jenny che, colta da ulteriore squaraus, va avanti e indietro in bagno.
Saliamo in corriera, questa volta dopo aver prenotato i posti che volevamo noi, e ci accorgiamo che manca la toilette, componente questa volta fondamentale; inoltre, nessuno degli addetti sa una sola parola di inglese.
Partiamo, non senza il solito rito dell’acqua di rose, del tè, del caffè, dell’acqua, del telefilm in turco. Ancora una volta si vede l’apparenza di questo popolo: ci sono 200 diverse compagnie, ma nessuna di queste sembra riuscire a differenziarsi in alcun modo: tutte fanno la stessa strada, alla stessa ora, con lo stesso tipo di servizio, allo stesso prezzo.
Alla Kapadokya non sembrano conoscere l’aria condizionata, per cui si schiatta letteralmente di caldo. Prendo la mia guida, chiamo l’addetto e gli dico: “Sıcak” (caldo). Lui capisce ed allora cosa fa? Spara il freddo a manetta, congelandoci all’istante!
Nel frattempo, andiamo, andiamo, andiamo, ormai lo stomaco non ce la fa più: dobbiamo andare in bagno, ma la corriera non sembra fermarsi; eppure, sono già le 2 di notte!
Chiedo in qualche modo quando ci fermeremo per andare al bagno (“Ne zaman tuvalet?” – Quando bagno?), ma questo ragazzotto guarda l’orologio, scuote la testa, mi fa cenno come a dire “tra poco”.
Oramai sono le due e mezza, la Jenny è sul punto di farsela addosso e neppure io scherzo; mi alzo, vado nervosissimo dal nostro “amico”, gli ripeto mille volte “Quando bagno?”. Finalmente ci fermiamo, e quasi di nascosto scappiamo giù per andare sul retro di un distributore di benzina dove ci sono delle toilette. Una signora turca capisce tutto e, con le mani “là” per non farsi la pipì addosso, ci segue.
Io finisco per primo, la signora è ancora in coda. È disperata, non ce la fa più, e vince la propria vergogna di chiedermi se può andare nel bagno degli uomini. Per lei deve essere una cosa gravissima, tanto che prima le devo assicurare che in bagno non c’è nessuno, e poi devo fare da palo all’angolo per evitare che qualcuno la veda uscire da un posto per lei non consono. Tutto fila liscio, e, contenta e rilassata, mi sussurra nell’orecchio senza fermarsi: “Teşekkur ederiz!” (Grazie mille!). Solo alle 3 del mattino(!) arriverà la sosta ufficiale, che ovviamente sveglia tutti quanti: resteremo in sosta circa mezz’ora, per permettere all’intera corriera di usufruire dei servizi pubblici, mentre, dalle 4 in poi, la luce resterà sempre accesa, impedendoci di fatto di prendere sonno.