Questo è un resoconto di viaggio molto particolare, molto speciale,
perché non si tratta di un viaggio qualunque intrapreso in un’estate qualunque:
signori, qui si parla d’altro! Qui si parla del resoconto di viaggio della
mia, della nostra Luna di Miele, dopo essermi felicemente sposato, il 10 settembre
2005, con Jenny.
Beh, penserete, con tutti i posti “classici” e romantici da scegliere in simili
circostanze, perché questo qua non se n’è andato, che ne so, alle Maldive,
alle Seichelles, a Bora Bora o a Phi Phi Island? Perché proprio in Việt
Nam? Cosa ci sarà mai di bello da fare? Ma non sarà pericoloso?
Calma, calma… L’arcano è presto spiegato: in realtà, la mia idea di viaggio
di nozze era il Sudamerica, e più esattamente Cile e Terra del Fuoco; ma mentre
io già mi immaginavo nell’università intitolata a Neruda a leggermi le sue
poesie, la Jenny, allo stesso tempo, si vedeva proiettata nella propria, di
luna di miele: in una jeep nel cuore di un safari africano. A questo punto
ci sembrava d’uopo trovare una soluzione comune che escludesse a priori entrambi
i continenti, visto che nessuno dei due riusciva del tutto a convincere l’altro
della propria scelta. Così, togliendo anche l’Europa perché troppo vicina
(mica andremo a Parigi!), e l’Australia perché non interessa a nessuno dei
due, rimane la mitica e per noi sconosciuta Asia.
Passiamo qualche serata in libreria, sfogliando le varie guide della Lonely
Planet ed intraprendendo viaggi virtuali in Cina (ma la difficoltà della lingua
ci frena un po’), Sri Lanka (che sembra abbastanza pericolosa), Tailandia
(abbastanza banale), Cambogia (il turista può però vedere pochissimi siti
e non è libero di andare dove vuole), India (troppo un porcaio!), Việt
Nam (mmm.. non male), ma non riusciamo del tutto a deciderci: cerchiamo un
viaggio di tre settimane, dove rilassarci “facendo mare”, come dico io, e
dove poter anche vedere cose interessanti.
Poiché abbiamo deciso che la nostra lista di nozze sarà proprio il viaggio,
ci rivolgiamo all’agenzia Fly4You, di Milano, e ci affidiamo al mitico Luigi
Deli per chiedere maggiori informazioni; ci spiega che il Việt Nam è
davvero un posto molto bello (“è un entrare in Asia dalla porta posteriore”,
dice), senza troppi turisti e senza coppie di novelli sposi a condividere
la spiaggia assieme a noi; il mare è molto bello e ci suggerisce di passare
una settimana “da favola” all’Ana Mandara, un resort meraviglioso ma comunque
abbastanza economico che in effetti, dalle brochures e dal sito web, ci colpisce
parecchio; se già ci piaceva l’idea di andare in questo Paese, adesso siamo
proprio decisi per il Việt Nam!
Unico problema, la tempistica: l’agenzia ci organizzerà il volo A/R da Milano,
i voli interni (impensabile l’idea di passare 28-30 ore in corriera per andare
da una città all’altra, a causa delle enormi distanze e della lentezza dei
mezzi su strada), ed una settimana nel resort che però, essendo costituito
da poche ed esclusive villette, rischia di registrare il tutto esaurito molto
presto.
In pochissimo tempo, forse una settimana, ci compriamo il libro della Lonely
Planet e, tra un preparativo per il matrimonio ed un altro, io e la Jenny
ce lo leggiamo tutto, per capire quando fissare le date dei voli interni e
da che giorno a che giorno pernottare all’Ana Mandara.
In aprile consegnamo le date all’agenzia, e pochi giorni dopo otteniamo esito
positivo: c’è posto sia sui voli che al resort, e dunque è fatta! Si andrà
in Việt Nam per davvero.
Una delle cose più buffe è stata la reazione delle persone cui comunicavamo
la nostra destinazione: praticamente tutti rimanevano basiti, pensando ad
un paese devastato da guerre, corruzione, ladri e prostituzione, e, chissà,
forse ci prendevano per pazzi… in realtà, come scoprirete se avrete la pazienza
di leggermi fino in fondo, questo paese è in pace, è abitato da gente tranquilla,
simpatica e gentile, e di furti e prostituzione nemmeno l’ombra!
Prima della partenza, facciamo un paio di cose importanti: le vaccinazioni
contro Epatite A e B, e l’antitifica. Infine, controlliamo come sta andando
il virus H5N1 dell’influenza aviaria, che proprio in quel momento sta causando
una sessantina di morti tra Hà Nội e Sài Gòn, e ci rendiamo conto che,
alla fine, bisogna solo cercare di non toccare polli vivi per evitare un possibile
contagio.
RINGRAZIAMENTI
Questo resoconto di viaggio non esisterebbe se non ci fosse stato il generoso
contributo delle seguenti persone, che desideriamo ringraziare:
Abele, Agneta, Alessandra B., Alessandra F., Alfredo, Annalisa, Ante, Antonella,
Antonio, Asa, Axel, Barbara, Bea, Beatriz, Carla, Carlo, Cecilia, Celso, Cristina,
Cristina M, Curre, Daniela, Daniele, Eamon, Elena, Elin, Elisa, Eliseo, Emanuela,
Emilio, Enrico, Enza, Eva, Ezio, Fabrizio, Fátima, Filippo M., Francesco,
Franca, Franci, Franco, Gianfranco, Gianluigi, Giuliana, Giuseppe F., Giuseppe
N., Giuseppe T., Giuva, Haidy, Ilaria, Inigo, Iris, Isabella, Ismaele, Iva,
Ivano, Josefin, Karin, Katerina, Katya, Kerstin, Laura A., Laura R., Livia,
Luca, Luigi, Luigi Vi., Luigi Ve., Mady, Manuela, Mariangela, Massimo A.,
Massimo C., Massimo M., Matteo B., Matteo N., Maurizio, Nicola D., Nicola
D.L., Ola, Olle, Paolo C., Paolo D., Raoul, Roberto, Salvatore C., Salvatore
B., Salvatore F., Sara, Saverio, Simone, Stefano D., Stefano G., Tommaso,
Tommaso C., Valeria, Valerio, Valle, Vito, Walter, Wanda.