Alle 8, puntuale, il pullmino ci viene a prendere all’hotel. Siamo una
quindicina di persone, provenienti da Italia (solo noi due!), Australia,
Inghilterra e Francia. Usciamo dalla città passando a fianco del ponte Long
Biên, che i việt cộng fecero costruire ai prigionieri di guerra
americani per evitare che venisse sempre distrutto dai raid aerei, e vediamo
coś dall’alto il Fiume Rosso, che è rosso per davvero, ed anche molto affascinante!
Verso le 11 arriviamo ad Hạ Long, da dove salpiamo; l’unico problema
è raggiungere la barca, che si trova ormeggiata nelle retrovie e che ci
obbliga a camminare in equilibrio sopra il parapetto della barca precedente:
un errore e finisci secco in mare, con macchina fotografica e tutto! Comunque,
tutto fila liscio, e partiamo alla volta di Cát Bà, l’isola che si trova
nel golfo di Tonchino (il cui nome deriva da Đông Kinh, “capitale dell’est”,
uno degli antichi nomi della città di Hà Nội). Il mare è stupendamente
verde, e tutt’intorno a noi si levano piccole montagnole di calcare (che
è giustappunto la traduzione della parola Cát Bà) che una leggenda vuole
create dalla coda di un drago un po’ pasticcione che, ad ogni movimento,
distruggeva i monti e che, tuffandosi in mare, sposṭ coś tanta acqua da
creare l’odierno golfo.
Un bellissimo bagno in mare, molte chiacchiere e dell’ottimo pesce a tavola,
compreso un favoloso tofu (latte di soia coagulato), rendono la giornata
indimenticabile. Abbiamo anche il tempo per andare a visitare la grotta
Hang Sửng Sốt, con stalattiti e stalagmiti assolutamente insignificanti,
ma dalla cui uscita, in alto rispetto al mare, si gode di un panorama assolutamente
fantastico!
La sera cala presto, e ci ancoriamo mentre la luna splende alta nel cielo
stellato e insolitamente luminoso: un’atmosfera perfetta per una delle nostre
prime notti da marito e moglie.
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